per capire meglio il circuito che controlla il motore

Lui è un po' antipatico, del genere primo della classe arrogante.
Purtroppo nella vita gli deve essere andato male qualcosa, infatti è finito a vendere i 'nerdkit'
;)

Maggiori info qui:
http://www.nerdkits.com/videos/motors_and_microcontrollers_101/

come usare il vostro IRF630 per controllare un motore DC

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Oggi vi ho promesso il circuito per controllare un motore DC (= a corrente continua) tramite il 'power mosfet' (IRF630 - N channel) che avete nel vostro kit Fritzing.
Questo stratagemma si rende necessario visto che i Pin di un microcontroller, nel nostro caso Arduino, non sono in grado di sopravvivere a correnti maggiori di pochi mA: i transistor e i mosfet ci servono per controllare carichi esterni che richiedano più di 5V e correnti elevate.

 
// control a DC motor with an irf630 mosfet 
// the motor start spinning slowly, then faster 
// then goes quiet for half a second 
 
int mosfetPin = 6; 
 
void setup() { 
 // nothing happens in setup 
} 
 
void loop() { 
 
 for(int v = 0 ; v <= 255; v +=5) { 
 analogWrite(mosfetPin, v); 
 delay(20); 
 } 
 
delay(500); 
} 

Per chi volesse saperne di più:
http://www.sullivan-county.com/ele/transistor_drivers.htm

papercrat - canon + yamaha

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Un paio di siti pieni di modelli per costrure oggetti di carta.

1000 anni di origami lasciano il segno.

Canon - http://cp.c-ij.com/en/contents/1006/
Yamaha - http://www.yamaha-motor.co.jp/global/entertainment/papercraft/

Maywa Denki

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Se non li conoscete ancora, prendetevi una vacanza per scoprire Maywa Denki.

- Can you explain the Maywa Denki philosophy?
- I will give you an one word answer "nonsense"

Loro (www.maywadenki.com) sono un collettivo giapponese che opera in quella terra di mezzo tra arte e product design.
Negli anni hanno dato vita ad una serie di prodotti e creature che usano durante le loro performance e vendono in versione 'giocattolo' tramite il loro shop online (www.maywadenki.com/mshop.html#Goods).

Ecco uno speciale della BBC che vi spiega i fondamentali


Knock Man Family

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una famiglia di characters musicali a molla derivati da alcuni degli strumenti musicali usati nelle sue performance.
http://www.maywadenki.com/knockman/family/family.html

video:
http://www.maywadenki.com/knockman/movies_archive/knockman_4.mov
http://www.maywadenki.com/knockman/movies_archive/chacha.mov


chicca finale, l'Otamatone:

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Arduino library per suonare con i piezo

Questo signor Drew Crawford ha fatto un lavorone.
Trovate il codice - di una complessità estrema - qui:
http://github.com/drewcrawford/bassdll

Snowy ending — note sparse in coda alla fine del primo tempo

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Con lo spritz di oggi pomeriggo si è chiusa la prima parte del corso: ci siamo lasciati alle spalle cinque giorni di apprendistato duro. Non sto parlando di voi quanto del sottoscritto. Come vi avevo raccontato, in questo ruolo del 'professore' mi sono sentito un novellino. Nel mese prima di partire per Siena ho anche avuto la tentazione di fare una lista di scuse (bizzarre, implausibili, perlopiù patetiche, insomma da vergognarsi duro) con cui schivare l'impegno preso con il giovanile prof. Antonio Rizzo, ma ormai avevo l'incarico del consiglio di Facoltà ;-). Poi invece pian piano mi mi sono abituato. E vi sono grato di avermi concesso una settimana di ricerca e sperimentazione in cui, vi assicuro, ho preso molto di più di quello che vi ho dato. Il vero workshop di physical-computing l'ho insegnato in primo luogo a me stesso. Scusate ma ora una vocina dentro di me mi fa segni inquietanti e prova a spiegarmi che queste cose non dovrei scriverle, quindi magari la smetto. Complice la piacevole cena con Maurizio Caporali e un album di Sebastien Tellier mi sentivo in vena di riflessioni.

:-)

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"occorre rappresentare molto rapidamente centinaia di ipotesi in modo sufficientemente descrittivo..."

Iniziamo dal disegno corsivo: il termine l'ha inventato Enzo Mari e questi – http://www.liberonweb.com/asp/libro.asp?ISBN=8817026816 –potrebbero essere 25 € ben spesi. Avrei voluto parlarvene già dall'inizio, poi mi è passato di mente e, per fortuna, oggi ho recuperato ai supplementari. Mari è bravo bravo, ha questo gusto retrò che gli perdoniamo perchè ormai ha la barba bianca come Piazza del Campo questa notte di neve e – se guardate sotto la patina marxista – trovate molta più intelligenza di quanta ne possiate sopportare in un solo giorno. Per questo verrebbe voglia di abbracciarlo.

"inventarono [i monaci] la scrittura corsiva senza essere coscienti della sua straordinaria qualità 'altra'... una scrittura fluida e veloce consente di fermare quasi instantaneamente quel flusso di lampi che il nostro cervello produce in continuazione..."

Dicevamo, il disegno corsivo sta al disegno tecnico/progettuale come la scrittura corsiva sta alla scrittura in stampatello (quella usata in tutta l'antichità). Mari ci dice che non è uno di quei posti in cui si arriva in autostrada. Ci va un po' di impegno. Esercizi + frustrazione + insicurezza + incertezza: tutte cose buone al contrario di quello che si pensa. Soprattutto, per un designer, se affiancate da una bella dose di ambizione + determinazione.

Disegno corsivo come strumento di pensiero, flusso, trasformazione, ideazione rapida e ripetuta VS disegno come tecnica 'hard' di illustrazione.

Oggi ho azzardato un paragone: Arduino è il disegno corsivo della progettazione elettronica. Lo strumento che mancava a tutti (tutti == quelli come noi, infatti probabilmente i vostri amici se dite 'arduino' ancora una volta vi daranno una testata pur di farvi tacere). Non si può progettare l'interazione, che è fatta di comportamenti, esclusivamente con medium statici. Si arriva ad un certo punto dove è necessario passare all'azione. I prototipi di interaction design possono permettersi un certo grado di low-fidelity su molti fronti ma non su quello dei comportamenti, bisogna provarli dal vivo, iterare, modificarne funzioni e behaviours –con immediatezza ed economia di tempi e di mezzi– per tutte le alternative necessarie al corretto svolgimento del progetto. L'unico modo valido di apprendimento che ci interessa è attraverso il 'fare'.

Learning by doing.

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Parlando di disegno non posso non ricordare una altro maestro incanutito, Bill Verplank, che è stato due volte mio professore. Bill non è solo l'inventore dell'icona del documento con l'angolo ripiegato che vedete su tutti i computer del sistema solare, ma è anche un insegnante strabiliante. Ancora ricordo l'emozione che provai durante la sua lezione introduttiva sull'interaction design in cui disegnava 'live' con una maestria (che invidio) su una specie di lavagna luminosa.

Interaction design is design for human use. It involves answering three questions:

  • How do you do? What sort of ways do you affect the world: poke it, manipulate it, sit on it? 
  • How do you feel? What do you sense of the world and what are the sensory qualities that shape media? 
  • How do you know? What are the ways that you learn and plan (or perhapse, how we want you to think)?

Se non l'avete già letto, vi consiglio questo: https://ccrma.stanford.edu/courses/250a/lectures/IDSketchbok.pdf

Grazie a tutti, è stata una stupenda settimana. Ci sentiamo a breve con un riassunto del brief progettuale (social network + mappe + tempi + emozioni + se i vostri oggetti potessero parlare + mille altre questioni) a cui dovrete lavorare –duramente– nel corso del prossimo mese. Nel frattempo rileggetevi tutti i post vecchi per fare un ripassone.

 

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What Is a Switch? - Designing Interactions Studio, RISD

Bravi, vero? ;-)

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Sensor Safari: si va a fare una passeggiata

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Venerdì mattina, dalle 10.30 alle 12.00 vi mando a spasso.

Andrete a fare una passeggiata per catalogare e documentare – con precisione da entomologo – tutti i sensori che riuscirete a scovare.
Non limitatevi ad individuare i sensori immediatamente visibili, esposti. Ce ne sono molti altri nascosti all'interno degli ambienti e degli artefatti che analizzerete.
Siete liberi di scegliere la metodologia che preferite: per esempio potete esplorare una specifica area della città e catalogare tutto quello che incontrate sul vostro percorso, oppure di scegliere un tema specifico (un museo, una categoria di luoghi pubblici, uno studio dentistico, appartamenti privati, etc. etc.).

Al vostro ritorno... mezz'ora di tempo per scrivere un bel report sui vostri blog.
Chi individuerà una maggiore varietà di sensori vincerà un nerd-premio a sorpresa ;-)

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Toy Hacking - parte 2

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Ecco la foto dell'autopsia/circuito di questa sera. Dopo aver sezionato radiocomando di un elicotterino giocattolo, abbiamo individuato il contatto che ci interessava, colpo di bisturi, coccole col saldatore, 5 minuti di lavoro, un 4N35 et voilà: ora potete controllare un elicotterino con quello che vi gusta.L'elicotterino non ve lo faccio vedere perchè dopo la nostra cura dava un feeling 9/11 e questo è un blog ottimista. Nella prossima esercitazione proveremo a controllare con Arduino la barca a vela di D'Alema.

Ormai dovreste sapere come si collega un 4N35, un memo lo trovate qui: http://faketakemake.posterous.com/toy-hacking-parte-1

EDIT: nel circuito nella foto ho dimenticato di mettere una resistenza da 220Ohm tra il Pin dell'Arduino e il Pin1 del 4N35.

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Arduino Shields

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Riprendo il discorso iniziato a lezione: gli shield sono delle schedine/protesi aggiuntive che si incastrano sopra Arduino per espanderne le funzionalità.
Gli shield ufficiali sono 4 (http://www.arduino.cc/en/Main/ArduinoShields):

  • Xbee Shield, per comunicazioni wireless entro i 30 metri (non è lo stesso tipo di wi-fi del vostro laptop)
  • Protoshield, molto più comodo di una millefori se dovete aggiungere un piccolo circuito alla vostra board (è quello della foto qui sopra)
  • Motor Shield, per controllare Dc motors
  • Ethernet Shield, per connettervi ad una rete locale, al web, scrivere una mail ai Klingon o postare su Twitter ogni volta che fate blinkare un Led 

Ecco una lista di altri 17 shield open-hardware:
http://blog.makezine.com/archive/2009/12/arduino_shields_open_source_hardwar....

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